Archivio per febbraio, 2007

 
Per capire ciò che un grande maestro come Lizi può trasmettere a un pugile, bisogna innanzitutto aver coscienza del fenomeno continuo e ininterrotto che è il flusso e il riflusso che anima la creatività del cielo e della terra. Egli ci parla del nostro potere di fonderci in questo fenomeno. Egli ci spiega chiaramente come far sorgere l’attitudine che permetterà alle essenze della terra e alle energie del cielo di incontarsi attraverso l’uomo, diventando così mediatore tra terra e cielo.
 
[…]Nel capitolo 5 del libro 2, <<Tirare con l’arco>>, Lizi invita a una riflessione sui mezzi con i quali possiamo utilizzare il seguente principio: una forma gestuale non può raggiungere la propria perfezione che attraverso la pace dello spirito. Si tratta di una regola immutabile: <<Li Yukou esibiva le sue qualità di arciere… Po Hun Mouren disse: <<Questo è proprio il modo di tirare di un arciere, ma non è tirare come chi non ha più coscienza di tirare con l’arco…>>.
Occore mobilitare fortemente le intenzioni e poi svuotare completamente lo spirito, per non rimanere legati alla riflessione. Lo studio delle arti marziali, per via della loro coscienza dell’avversario, è un mezzo adatto per esercitarsi in ciò.
Po Hun: <<…saresti ancora capace di tirare, se fossi sopra uno strapiombo di cento ren?>>. Li Yukou si sdraiò a terra, inondato di sudore.
Tra colui che segue la via e colui che non ne segue il senso, l’uno è superiore, l’altro inferiore. Non è che il risultato della regola immutabile.
 
[…]Nel capitolo 20 del libro 2, intitolato <<Il gallo da combattimento>>, il maestro richiama la nostra attenzione su difetti che, manifestatamente, bloccano la fusione col qi prodotto in permanenza dallo scambio tra cielo e terra.
Un pò come lo scrittore Jean de La Fontaine, Lizi usa la favola per non urtare direttamente la suscettibilità dei pugili della sua epoca. E’ facile fare il raffronto tra il gallo e un praticante di una qualsiasi forma di pugilato, al quale bisognerà in ogni caso inculcare questi valori fondamentali, senza i quali egli correrà tutti i pericoli.
 
– Qi Xiaozi addestrava un gallo da combattimento per il re Xian di Zhou. Dieci giorni (dopo l’inizio dell’addestramento), il re si informò:
 
<<Il gallo è già pronto per combattere?>>.
<<Non ancora, dopo dieci giorni egli è ancora vanitoso e sufficiente>>.
 
Quale praticante di boxe agli esordi non si è ritrovato di fronte a una manifestazione della sua vanità e della propria sufficienza? Direi che tutti noi, praticanti di lunga data, conserviamo un ricordo di ciò. Ogni volta che superiamo una tappa fisica, tecnica o strategica, ci troviamo a lottare contro un moto di presunzione. Questa prima tappa ne è un modello, per quanto riguarda il simbolismo del livello Terra, primo gradino di ogni struttura che va dal più concreto al più sottile.
 
– Dopo altri dieci giorni, il re ripetè la domanda. <<Non ancora, egli reagisce a ogni ombra e rumore>>.
 
Dopo aver risolto i problemi posti da tecnica e strategia, bisogna risolvere il problema delle emozioni. Il mondo delle emozioni è direttamente legato alle sensazioni; la loro unione determina il destino. I due sensi citati nel testo sono la vista e l’udito: il primo si imprime dall’esterno verso l’interno; il secondo si apre dall’esterno verso l’interno. Dominare ciò che si esprime come ciò che si imprime, le intenzioni come le emozioni, ecco il modo per intervenire sul proprio destino.
 
– Dieci giorni più tardi, nuova domanda del re. L’altro dice: <<ha lo sguardo troppo irritato e un’aria trionfatrice>>.
 
Quando le emozioni o intenzioni sono controllate, bisogna agire sullo spirito. Per questo bisogna trionfare delle proprie ire e rimanere calmi, questo è l’appannaggio degli uomini nobili. Ecco il nostro terzo livello, il Cielo, che si esprime "nelle regole dell’arte".
 
<<Ci siamo quasi! Quando gli altri galli cantano, egli non è minimamente impressionato. Osservandolo, sembra un gallo di legno. La sua forza interna è perfetta. Gli altri galli non osavano avvicinarlo; essi si limitavano a girare e andarsene>>.
 
Egli non subisce più le proprie emozioni, non emana alcuna impressione. Così si conforma la legge dell’eterno ritorno.
 
 
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The comeback of Goregod

Pubblicato: 12 febbraio 2007 in Schegge
Si, il ritorno. Un ritorno anche alle origini, per quanto riguarda i colori della pagina..
Ad un anno di distanza torno a scrivere qui, non per nessun motivo particolare, ma solo perchè ne ho voglia.
Da un anno a questa parte le cose sono cambiate, ne sono successe tante, anche troppe forse e di certo non starò qui a scrivere quello che ho fatto negli ultimi 365+ giorni, tanto è inutile soffermarsi a guardare il passato, lo sguardo indirizzato sempre e solo avanti verso l’orizzonte, il passato fa solo parte di un vecchio libro impolverato accatastato su una libreria.. poi che sia ieri, un anno o dieci anni fa non ha importanza.
C’è chi dice che bisogna guardare indietro per non ripetere i propri errori e questo lo sostengo anch’io e niente di più giusto aggiungerei! Ma l’ambizione guarda sempre avanti e mai indietro.
L’uomo è egoista, e non è un’aggettivo che si affibbia a determinate persone per i loro discutibili comportamenti verso gli altri, l’uomo per natura è un bastardo egoista. Si arriva ad un certo punto della vita dove ognuno pensa ai propri cazzi, è anche normale ma mi chiedo perchè se fino a ieri ci si vedeva tutti i giorni l’attimo dopo *puff* !!! Il nulla, gente con cui condividevi 30 ore su 24 non la vedi più:
 
– <<eeeh la ragazza..>> ti dicono,
– <<la palestra..>> ti rispondono e tante altre mille scuse.
 
Allora porcoddio, OGNUNO ha i propri cazzi compreso IO, ma anche nel "proprio interesse personale" bisogna porsi dei limiti, perchè qua a forza de allontanasse se arriva a un punto che le mani stanno talmente lontane che non riescono più ad aggrapparsi!!
Purtroppo a forza di comportarsi così non si arriva a nulla, io stesso adotto nei miei rapporti interpersonali (senti che termini) una politica molto dura e selettiva: se tu ti comporti così, io faccio peggio. Se tu sei di coccio, io sono di legno.
Siamo rimasti in pochi e il numero diminuisce sempre più, a questo punto penso una cosa:
 
"Il rock ‘n’ roll dei bei tempi è finito, ora inizia una nuova epoca dove solo l’ultimo che rimarrà fedele a quanto ha sempre sostenuto ne uscirà vincitore. E sono sempre di meno quelli vicini al traguardo.."
(adesso non pensate che voglio fare il moralista o cazzate del genere, questo è un sms che ho scritto ad un amico mentre stavo sulla tazza del cesso, naturale come l’acqua..)
 
Quelli che sono rimasti sono I MIGLIORI e io sono orgoglioso di appartenere a questa "élite", non c’è spazio per i perdenti, solo i più forti.
 
Molte persone che regolano la propria vita verso "la retta via" si troveranno in disaccordo su quanto appena detto, inutile dire che non me ne frega un cazzo ma a parte questo sono cosciente che ormai ho intrapreso la via nera: il caos, l’odio e tutto ciò che è di colore tendente all’oscurità albergano in me. Ciò non vuol dire che sono un emerito pezzo di merda, chi mi conosce lo sa: lo sono semplicemente quando voglio esserlo. Basta un errore che intacchi i miei principi morali e una lama cala nel vostro collo fino a strappare ogni singolo pezzetto di vita che dimora in esso, questa si chiama soluzione estrema, vendetta o più semplicemente spazzare via dalla propria strada ogni singolo individuo che la ostacola.
Molte persone che mi conoscono da molto tempo a cui è capitato di leggere questo blog in passato sono rimaste sorprese da alcune mie affermazioni, non pensavano che dall’anima di un ragazzo potessero uscire simili mostruosità, ma io mi chiedo <<che c’è di strano?!>>, per me questo è la normalità, per quanto brutta e diretta possa essere è solo la fottuta verità inquadrata dal mio punto di vista!!
Una di queste persone è stata il mio maestro di kung-fu il quale stimo e rispetto moltissimo (ma questo penso lo sappia già), grazie a lui nel corso di questi anni ho imparato praticamente tutto quello che so dell’arte marziale, ma cosa ancora più preziosa è che attraverso le sue lezioni ho colto molti insegnamenti (più o meno nascosti) della vita. Concludendo voglio dire che anche in una persona apparentemente tranquilla si può celare la bestia, o la tigre se preferisci! 🙂 Ave a te Marco Carnevali e che tu possa avere sempre il vento in poppa, e che il sole ti risplenda sempre in viso, e che il vento del destino ti porti in alto a danzare con le stelle!!! (cit.)
Molti individui quando si trovano davanti un test e gli si questiona di stilare una lista dei sentimenti belli e brutti la maggior parte mettono la parola ODIO tra quelli negativi. Io faccio il contrario, penso che l’odio, davvero nel suo punto più oscuro sia uno dei sentimenti più belli (insieme alla vendetta in questo caso), riesce a dare una sensazione di "andare avanti", di appagamento come nessuna.
In proposito cito una frase del buon Berserk che spiega a pieno questo mio pensiero:
 
"Vendetta …Battaglia…Forse qualsiasi motivo mi andrebbe bene. L’unica certezza è che ora dentro di me qualcosa di oscuro e brutale sta sorreggendo le mie gambe e mi spinge a fare un passo avanti."
 
Questo è l’ODIO, quel qualcosa di indispensabile che ti riesce a portare avanti, per quanto brutta possa essere una situazione o un dato momento della propria vita.
 
Un blog più che un diario giornaliero su cui scrivere le cose fatte o le cose non fatte deve essere una sorta di raccolta di riflessioni e pensieri fini a se stessi, cosa che farò da questo momento in poi, ciò vuol dire che quando avrò voglia vomiterò righe di odio qua sopra e se qualcuno leggerà o non leggerà non avrà importanza, se qualcuno commenterà mi farà piacere che esso abbia letto, se non condividete i miei pensieri fottetevi, ognuno ha le sue idee d’altronde.
Se siete arrivati a leggere fino a qui, chiunque voi siete tanto di cappello. Durante la lettura magari vi avrò strappato dal viso diverse espressioni e sicuramente non avrete capito il filo logico che lega il capo e la coda di questo breve monologo, ciò è normale: dopotutto sono pensieri miei a cui io do una chiara interpretazione.
C’è chi le virgole non le usa per niente, poi ci sono io che ne uso troppe 🙂
 
 
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