Archivio per settembre, 2007

Il saluto nel WuShu

Pubblicato: 27 settembre 2007 in Wulin
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Il saluto è in sè una forma di civiltà, ed è usato dall’uomo in ogni angolo di mondo, come atto di cortesia, rispetto, amicizia. In ogni popolo sono diverse le gestualità e la ritualità, ma il senso è uguale per tutte le razze. Il saluto nelle arti marziali è una forma di cultura, che affonda le sue origini nella storia e nella tradizione di un popolo. Nella vastità del territorio Cinese, nelle sue etnie, nelle influenze religiose, l’appartenenza a sette segrete, crearono molteplici metodi di saluto in forme diverse: inchinandosi, unendo i pugni o le palme della mani, avvolgendo la mano al pugno, mulinando le braccia e mani in gesti vigorosi e forti o veloci e leggeri, e altri modi ancora…….

Gestualità differenti, ma uniche nello spirito e significato di rispetto, coraggio, forza, umiltà, e d’appartenenza ad un codice d’onore. La complessità e la gestualità in tali saluti era anche un segno di riconoscimento o di distinzione tra praticanti di una stessa disciplina, o provenienti da particolari luoghi, o infine usato tra appartenenti a sette segrete, che se ne servivano per identificarsi. Per molte scuole marziali tradizionali i movimenti del saluto sono codificati, e anticamente la sua esecuzione si poteva eseguire solo dopo un duro apprendistato a riconoscimento d’appartenenza a quella famiglia, scuola, o disciplina.

In altre pratiche, si accompagna al rito del saluto la recitazione d’alcuni propositi rivolti alla bontà, umiltà, compassione, coraggio. È evidente la traccia di un’influenza di concetti religiosi che si sono fusi con le pratiche marziali tradizionali. Si “modellò” cosi il rito del saluto oltre che i contenuti della pratica. Tipico per esempio è il saluto di SHAOLIN. Alcune discipline marziali si unirono ai concetti di religioni o filosofie. Il saluto a volte diventa una piccola cerimonia, quando ad esempio è eseguito tre volte, peccato pero che diventi e sia espressiva solo per i seguaci della religione confuciana. La tradizione vuole il primo saluto rivolto ad un’entità suprema, un creatore, un principio divino, il secondo rivolto agli avi, il terzo al proprio SI FU, titolo dei maestri tradizionali d’arti marziali, la cui traduzione significa padre mio. Oggi, il saluto che si usa nelle scuole definite “moderne” è stato standardizzato dalla Federazione Cinese Wushu fondendo la gestualità e il significato simbolico della sua tradizione come c’è stata tramandata.
Il saluto si esegue in posizione eretta, piedi uniti, mano sinistra aperta e distesa, mano destra chiusa a pugno, unita alla sinistra di fronte al petto. La simbologia della mano sinistra aperta contro il pugno opposto è cosi spiegato; il pollice della mano sinistra, piegato sul lato, indica che non vi è superbia e arroganza, le quattro dita unite e tese rappresentano le quattro doti, ovvero: moralità, intelletto, salute e abilità, utili per una buona pratica. Il pugno destro chiuso simboleggia audacia e potenza, il palmo sinistro appoggia sul pugno con il preciso intento di non tramutare l’audacia in confusione e la potenza in violenza. Il cerchio che si forma con le mani braccia e petto simboleggia nobiltà d’animo e unità tra praticanti di Wushu. Il saluto è eseguito in atteggiamento marziale una sola volta tra studenti e maestro all’inizio e alla fine della lezione. Molte scuole tuttavia eseguono il proprio saluto di stile, conservando la storia della propria pratica, e riservando il saluto” moderno” in particolari occasioni.

— Si Fu Andrea Sbuelz.

Crepuscolo

Pubblicato: 16 settembre 2007 in Uncategorized
Dal dubbio, dal buio, al sorger del giorno
galoppò al sole, spada sguainata.
Speranza destò, in speranza partì;
oltre la morte, la paura ed il fato.
verso la pace, la speranza e la gloria.

— Cavaliere del Crepuscolo.